Alcune misure di sostegno per l’economia a seguito del decreto Cura Italia

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Alcune misure di sostegno per l’economia a seguito del decreto Cura Italia


Con la presente si intende fornire un riepilogo delle norme introdotte dal decreto “Cura Italia” approvato il 16 marzo 2020 con preciso riferimento ad alcune misure di sostegno per l’economia

Si riporta, di seguito, una sintesi delle misure ritenute maggiormente significative, lasciando a successivi contributi i necessari approfondimenti.

Credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti (articolo 61)

È riconosciuto, a favore degli esercenti attività d’impresa, arte o professione, un credito d’imposta pari al 50% delle spese sostenute per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro fino ad un massimo di 20.000 euro. Il credito d’imposta è riconosciuto fino all’esaurimento dell’importo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020. Le disposizioni attuative sono tuttavia affidate ad un successivo decreto. 

Credito d’imposta contratti di locazione (articolo 62)

È riconosciuto, a favore degli esercenti attività d’impresa, un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1 (Negozi e botteghe). Questa norma non risulta applicabile a quei soggetti come i titolari di negozi alimentari che sono rimasti aperti per disposizione del DPCM 11 marzo 2020.

Detrazione erogazioni liberali (articolo 63)

Le erogazioni liberali in denaro volte a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza Coronavirus sono detraibili dal reddito delle persone fisiche al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro. Anche le imprese possono beneficiare della deduzione dal reddito d’impresa, trovando applicazione l’articolo 27 L. 133/1999. Ai fini Irap, le erogazioni liberali in esame sono deducibili nell’esercizio in cui avviene il versamento. La norma riprende l’impianto di alcuni interventi nell’ambito delle agevolazioni a coloro che finanzino privatamente le iniziative di utilità sociale, sulla scorta di questo si consiglia di provvedere alle donazioni esclusivamente con modalità tracciabili (ad esempio bonifico, moneta elettronica, etc) per non vedersi negata la detraibilità o la deducibilità.

Indennità una tantum a professionisti e co.co.co. (articoli 26-29 e 37)

È riconosciuta un’indennità una tantum, per il mese di marzo, pari a 600 euro, ai liberi professionisti titolari di partita Iva, ai lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla Gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, agli operai agricoli a tempo determinato, ai lavoratori dello spettacolo, ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago e ai lavoratori stagionali del settore turismo. Secondo una prima analisi della disposizione risultano essere esclusi dall’indennità in esame i professionisti iscritti alle Casse di previdenza private (Commercialisti, Ragionieri, Consulenti del lavoro, Avvocati, ecc.). È stato, tuttavia, istituito un Fondo per il reddito di ultima istanza con una dotazione di 300 milioni di euro come fondo residuale per coprire tutti gli esclusi dall’indennizzo di 600 euro, compresi i professionisti iscritti agli ordini.

 Lo Studio resta a disposizione per ogni eventuale chiarimento in merito

Socio Fondatore

Vincenzo Colle

Vincenzo Colle è nato a Pietrasanta (Lucca) nel 1986, dopo aver conseguito il diploma di maturità scientifica presso il Liceo Scientifico E. Fermi di Massa con la votazione di 100/100 si è iscritto all’Unive... leggi tutto